Bollicine

Bollicine

Champagne o Spumante, metodo classico (Champenoise francese) o metodo charmat? Spumanti di Valdobbiadene, Prosecco, o Bollicine della Franciacorta? Le bollicine non sono tutte uguali. Il Metodo Classico consiste nel trasformare il vino in spumante direttamente nella bottiglia. Il Metodo Champenoise utilizza lo stesso procedimento ma si usa il termine soltanto per gli champagne. Metodo Champenoise Quando si parla di Metodo Champenois ci si riferisce esclusivamente alla produzione di champagne, infatti una normativa europea vieta l'uso del termine “Champenois” a tutti i vini spumanti prodotti con lo stesso metodo, al di fuori della regione dello Champagne. Il metodo della rifermentazione in bottiglia ha assunto perciò in Italia il nome di Metodo Classico. Metodo Charmat, Martinotti Con questo metodo la rifermentazione avviene in autoclave e il sedimento di lieviti viene eliminato per filtrazione isobarica prima dell'imbottigliamento. È un metodo industriale per vini di qualità inferiore, inventato nel Bordeaux, che richiede costi di manodopera inferiori e tempi più brevi. Data la rapidità della lavorazione, si evidenziano ancora nel vino gli aromi e le caratteristiche dei vitigni di origine, per questo si prestano bene al metodo Charmat il Moscato e il Prosecco. I vini spumanti prodotti con questo metodo hanno decisamente prezzi più bassi rispetto a quelli prodotti con metodo classico, e generano quindi spumanti di diverse tipologie. Per accelerare il processo produttivo e ridurre i costi elevati, dovuti alle numerose manipolazioni richieste dal metodo champenois, l'italiano Federico Martinotti, direttore della Regia Stazione Enologica di Asti, ebbe l'idea di realizzare la spumantizzazione in un grande recipiente a tenuta stagna, simile ad un'autoclave. L'idea si dimostrò valida e fu un ingegnere francese Eugène Charmat che attorno al 1910 costruì e brevettò le autoclavi che rendevano possibile la realizzazione pratica del processo ideato da Martinotti; il successo delle sue apparecchiature fu tale che il metodo ha preso il suo nome. Il metodo Charmat consente di ottenere vini spumanti sia dolci che secchi e la sua rapidità (da un minimo di 30 giorni a 4-6 mesi) conserva ai vini caratteri fruttati ed aromatici, così apprezzati per l'Asti spumante, i Moscati, il Prosecco e le Malvasie aromatiche. CLASSIFICAZIO SULLA BASE DEGLI ZUCCHERI Brut nature Se il tenore di zucchero è inferiore a 3 g/l; tali termini possono essere usati unicamente per i prodotti che non hanno subito aggiunta di zucchero dopo la fermentazione secondaria. Extra brut Se il tenore di zucchero è compreso tra 0 e 6 g/l. Brut Se il tenore di zucchero è inferiore a 12 g/l. Extra dry/Extra secco Se il tenore di zucchero è compreso tra 12 e 17 g/l. Dry/Secco Se il tenore di zucchero è compreso tra 17 e 32 g/l. Demi-sec/Abboccato/Medium dry Se il tenore di zucchero è compreso tra 32 e 50 g/l. Dolce Se il tenore di zucchero è superiore a 50 g/l.

Vini

Vini

L’Italia è uno dei paesi vitivinicoli più importanti d’Europa, nonché uno dei più antichi. L’Italia è costituita da un patrimonio viticolo impressionante, più che nelle altre zone del mondo: una grande varietà di vitigni autoctoni che molto spesso confluiscono nelle denominazioni di origine italiane. In ogni regione italiana si coltiva la vite e si producono vini in tutte le tipologie. Il Nord Italia è famoso in particolare per la produzione di immensi vini rossi, in Piemonte, e di spumanti, in Lombardia con i Franciacorta, e in Veneto con il noto Prosecco. Non da meno sono i vini prodotti nelle regioni del Nord-Est, come il Friuli Venezia Giulia soprattutto per i bianchi, e l’elevata qualità sia di rossi che di bianchi dell’Alto Adige e del Trentino. Sul versante ovest, invece, c'è la Liguria, famosa per i vini bianchi freschi da uve vermentino. Il Centro Italia include la Toscana, nota in tutto il mondo per prestigiosi vini rossi, le Marche, famosa soprattutto per i bianchi da verdicchio, l’Umbria e l’Abruzzo, regioni che stanno emergendo sempre più nel panorama vitivinicolo italiano. Sul lato adriatico, troviamo una regione che spicca particolarmente per la produzione di vini rossi frizzanti: l’Emilia Romagna. Nel Sud Italia emergono la Campania, per importanti vini bianchi da fiano, e la Basilicata, nota per un vino rosso da aglianico. Ci sono infine le isole, Sicilia e Sardegna, che regalano delle perle assolute nella produzione sia di bianchi che di rossi. Altre regioni hanno coperto finora un ruolo di secondaria importanza all’interno della storia vitivinicola italiana: Puglia, che sta pian piano decollando con i suoi vini rossi da primitivo, Calabria e Lazio, dove alcune aziende stanno valorizzando sempre più il territorio nella produzione sia di bianchi che di rossi, e infine Molise, piccola regione del sud che non è ancora riuscita a dare grande espressione al proprio territorio.